o,
Non Pagherò per
le Vostre Opinioni

Nella diffusione della letteratura
scientifica esiste un procedimento
noto come
Peer
Revieweing.
Ogni nuovo articolo viene sottoposto, prima della pubblicazione, al
giudizio di alcuni recensori, il cui compitoconsiste nel valutare
l'attendibilità delle conclusioni raggiunte dall'autor, la
liceità delle ipotesi pregresse, la correttezza dei metodi
selezionati per l'analisi e della loro applicazione.
Il metodo è lungi dall'essere perfetto - passano in
letteratura
lavori poi frettolosamente smentiti, o vengono fermati in fase di
referaggio lavori perfettamente corretti e sensati.
Eppure, per tuttii suoi difetti, questo sistema rimane il
più
semplice ed il più affidabile, e garantisce quello che viene
solitamente definito
Gatekeeping
- i
membri della comunità controllano la porta, e decidono chi
possa
entrare nella comunità e chi ne debba restare fuori.
Il gatekeeping attraverso il peer reviewing rimane uno dei grandi punti
di forza del metodoscientifico.
Come reagiremmo se sapessimo che esiste la possibilità di
superare la guardia alla porta elargendo una mancia?
Con logica indignazione.
Eppure....
Immaginiamo una persona - giovane o meno giovane, a vostra discrezione
- che desideri intraprendere non una carriera scientifica, ma una
carriera artistica.
Ammesso che non venga scoraggiato da considerazioni eminentemente
economiche (che peraltro scoraggerebbero anche chi voglia seguire la
strada della scienza o della filosofia), il nostro aspirante artista si
ritroverà a dover fronteggiare tre rischi concreti.
Primo - corsi di formazione gestiti da insegnanti meno che scrupolosi
Secondo - critici "on demand" disposti, dietro l'elargimento di una
parcella, a presentare il nuovo artista come nuova promessa
indipendentemente dalle sue oggettive capacità
Terzo - editori e galleristi che, previo versamento di una cifra "a
copertura delle spese", sono disposti a promettere all'artista una
esposizione spesso assolutamente teorica; le opere fatte circolare
attraverso simili canali, indipendentemente dalla loro oggettiva
qualità, raramente fruttano una cifra decente all'autore.
Eppure esistono insegnanti capaci, critici onesti (e onestamente pagati
per il loro lavoro), editori e galleristi che non inalberano la
bandiera della Filibusta e che tuttavia guadagnano onestamente pur
lasciando agli artisti i mezzi per vivere.
La presenza sul mercato di mercenari privi di scrupoli svilisce
tuttavia l'attività di tutti gli insegnanti, i critici e gli
operatori onesti, così come costituisce una truffa sia per
l'aspirante artista (al quale viene negato il rispetto insito in un
onesto insegnamento ed una onesta valutazione) ed un raggiro nei
confronti del pubblico (al quale viene presentato spesso come membro
della comunità artistica qualcuno che ha pagato il portiere
per
sfuggire al gatekeeping).
Non solo.
Il precedente generato da simili cialtroni getta una pessima luce su
. chiunque, onestamente e scupolosamente, voglia tenere un
corso
artistico, o seguirlo
. chiunque offra la propria critica onesta e disinteresata e
chiunque si presenti al pubblico con un buon portfolio critico (chi ci
dice che non sia comprato?)
. chiunque si voglia avvalere delle moderne tecnologie per
mantenere l'intera produzione della propria opera sotto il proprio
controllo - dalla scrittura all'impaginazione alla stampa, dallo
schizzo alla scelta della cornice.
E per finire, questa pratica, raggiungendo una diffusione insospettata,
si trasforma frequentemente in una sorta di gatekeeping alla rovescia,
per cui
l'accesso alla comunità è garantito solo a chi
abbia
seguito una determinata trafila, pagando le tariffe opportune.
Tutto questo è inammissibile, e deve generare una logica
indignazione.
Questa pagina ha lo scopo di informare i disinformati, e di far
indignare chi non si sia ancora indignato.
Altre iniziative verranno.
Davide Mana
Torino, Novembre 2006